La Brexit del Regno Unito, ovvero la vittoria della Sovranità Popolare.

Oggi con la vittoria delle posizioni identitarie in favore dell’autodeterminazione nel referendum britannico, nonostante tutte le minacce, i timori, le “sofisticate” spiegazioni sui danni di un uscita della civilissima Gran Bretagna dall’Unione Europea messe in campo dal potente apparato politico finanziario globalista, ha trionfato la voglia di indipendenza e di autodeterminazione del popolo e i sudditi di Sua Maestà Elisabetta II hanno riaffermato un principio sacrosanto, in più di qualche caso in questi anni calpestato dalle autorità di Bruxelles, che è quello della Sovranità Nazionale che resta concretamente in mano al popolo attraverso il voto a prescindere dai trattati internazionali. Ma è anche la vittoria del sistema istituzionale britannico, da molti definito, compresi da coloro che in Italia fanno capo ai partiti di potere, uno dei più democratici ed efficaci, in cui il capo dello Stato, la Regina, non sceglie i governi, come da noi, non si immischia nelle faccende parlamentari, ma si limita a fare le proprie considerazioni, magari in famiglia, come è successo per questo referendum in cui si chiedeva, in presenza di una ristretta cerchia di amici e consanguinei, quali fossero le buone ragioni per restare sotto la tecnoburocrazia di Bruxelles e implicitamente manifestando così tutti i suoi dubbi sulla permanenza del suo Regno nella pasticciata Unione Europea. Dubbi che peraltro attanagliavano già i suoi sudditi, che hanno dimostrato coraggio e consapevolezza nel votare per l’uscita. Ma questa è principalmente la vittoria dei partiti identitari come quello del nostro amico Nigel Farage come testimoniato dai messaggi[1] che fin dal novembre 2011 ci siamo scambiati come “Tradizional Popolari Italiani”, a cui facciamo i nostri complimenti e degli autentici conservatori come l’ex sindaco di Londra Boris Johnson e di tutti coloro che non vogliono la propria Patria invasa e stravolta da un immigrazione islamica senza controllo e inerme difronte al pericolo del terrorismo e al contrario votata all’autogoverno e all’autosostentamento. Infine questa è la sconfitta della tecnoburocrazia tedesca e delle lobbies globaliste che hanno impedito di inserire nella costituzione le radici greco giudaiche cristiane che sono la stella polare per ricostruire veramente una nuova Europa sul modello di quello che fu il Sacro Romano Impero.

 Il direttivo de “I Tradizional Popolari”

 


[1] Pubblico per brevità solo i primi due messaggi, che in qualità di Segretario dei Tradizional Popolari Italiani, l’on. Nigel Farage mi ha inviato.

  •   Messaggio del 21/11/2011

Dear Prof. Sala,

Many thanks for your support and encouragement, and good luck with the struggle for democracy where it matters most – in your own neighbourhood! What we need is organisation, against the power-nexus in Brussels, in every EU-captive nation, and in every country around the world.  Unfortunately, I barely have the resources to arrange such organisation in the UK.

Yours sincerely

Nigel Farage

 

  • Messaggio del 14/12/2011

Dear Nino Sala,

 Many thanks for your support and encouragement, and good luck with the struggle for democracy where it matters most – in your own neighbourhood!  A remarkable emergence is now taking place, into public view, of the totalitarian intentions of the EU-élite.  Until such a peril becomes as apparent as it has now become, there is no stimulus – in countries educated to ignore electoral and constitutional responsibilities – to take an interest in politics; but that stimulus is now painfully present.  All EU-governments have surrendered fiscal competences to the unelected EU-Commission; governments in Greece and Italy have been openly dismissed and replaced with EU-appointees; a Franco-German nexus has seized control of the euro-zone, and the EU’s will-to-power is growing ever more rapidly.  It is no longer possible to ignore the dictatorship, which is taking shape, and the necessity of opposing it. What we need is organisation in every EU-captive nation, and, indeed, in every country around the world, against the power of the Brussels-clique and its supranationalist backers elsewhere.  Unfortunately, I barely have the resources to arrange such organisation in the UK.  Nevertheless, the movement is awakening everywhere, and I hope you will find a way of assisting its advance, where you are.

Yours sincerely

Nigel Farage

 

 

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